Sportmeet in Abruzzo: sport e inclusione DSC 5044

Tutto ha avuto dieci anni fa, quando un gruppo di appassionati di sport dell’Abruzzo ha preso parte al congresso internazionale di Sportmeet dal titolo “SportINcredibile – Metti in moto la fraternità”a Castel Gandolfo. Abbiamo potuto apprezzare soprattutto una nuova visione educativo-culturale dello sport ispirata ai concetti di fraternità e di credibilità.Siamo ritornati con la consapevolezza che valeva la pena impegnarci a promuovere anche a Roseto degli Abruzzi una “nuova cultura dello sport”, una visione che sentivamo nostra, in cui credevamo e confidiamo ancora. Da allora operiamo nella nostra città, ma anche in città vicine, con progetti che hanno coinvolto inizialmente diverse società sportive, indirizzandoci poi verso le scuole del comprensorio rosetano perché riteniamo importante partire innanzitutto dai bambini. Numerose società sportive presenti nel territorio di Roseto sono al nostro fianco per sostenere i nostri progetti, ispirati ad un nuovo modo di concepire lo sport che ha come obiettivo principale quello di coniugare lo sport con la fraternità e di privilegiarne la dimensione ludica. Obiettivo sempre più difficile da raggiungere in una società contaminata da eccessivo protagonismo e da una competizione esasperata. In questi dieci anni, la rete di testimoni e di esperti di Sportmeet ci è stata sempre vicina ed ha collaborato fattivamente con noi nella realizzazione dei nostri progetti. In collaborazione con l’Istituto Comprensivo Roseto 1 anche quest’anno il nostro gruppo di lavoro rosetano ha presentato e realizzato il suo progetto dal titolo “Sport e inclusione”. L’intento del nostro percorso è stato quello di sensibilizzare e favorire l’inclusione perché fortemente convinti che lo sport “rappresenti la fonte e il motore di inclusione sociale” come affermato dal Consiglio dell’Unione Europea. Tutti noi possiamo incontrare limiti e disabilità nei diversi contesti della vita che possono essere affrontati e superati con strumenti e metodi appropriati. Il progetto Sportmeet 2018 ha inteso mettere in atto una serie di iniziative, rivolte agli alunni delle classi quarte della scuola primaria con l’affiancamento dei loro docenti e capaci di proporre percorsi di riflessione e prassi di inclusione per contribuire a creare una cultura dello sport che rimetta al centro “lo sport per l’uomo” e consideri il suo cammino educativo un processo finalizzato alla creazione di “un mondo unito” com’era nell’idea e nei sogni di Chiara Lubich. Spinti da queste convinzioni e con il supporto della Dirigente Scolastica Maria Gabriella Di Domenico dell’Istituto Comprensivo Roseto 1 e dalle docenti, abbiamo coinvolto gli scolari delle classi quarte della scuole D’Annunzio, Schiazza e Cologna Spiaggia.

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Hanno partecipato al progetto circa 250 alunni guidati dai loro insegnanti.Uno degli obiettivi è stato quello di rendere consapevoli i ragazzi normodotati del valore e della cura della propria e dell’altrui persona, offrendo momenti di vita condivisi e partecipati, facendo sperimentare la difficoltà oggettiva di possedere alcuni limiti fisici o psichici. Abbiamo proposto agli alunni e agli insegnanti attività di cineforum, momenti di riflessione collettiva e giochi inclusivi. E’ stato proiettato il film “Il sogno di Brent” realizzato da Andrea Lucchetta e Alessandro Belli per il Comitato Paraolimpico Italiano. Nel film si narra la storia di un ragazzo vittima di un incidente stradale che, dopo aver perso le due gambe si riabilita e si riscatta con impegno e tenacia, tornando alla vita normale e diventando un campione paraolimpico. Dopo la visione del film sono stati proposti ai ragazzi alcuni giochi sportivi con tecniche che intralciano i movimenti, per sperimentare come sia complesso un semplice gesto sportivo in presenza di limitazioni fisiche. Abbiamo proposto ai partecipanti esperienze sportive che includano e non dividano; che creino impegno per un risultato e non scappatoie per raggiungerlo; che divertano e rallegrino la vita e non la distruggano se non si raggiungono i risultati; uno sport dove la dimensione ludica vada di pari passo con la dimensione competitiva vera, pulita, vissuta con fatica, dove i risultati si raggiungono con sacrificio e impegno, senza imbrogli. La scelta di intervenire con il nostro progetto nel segmento della scuola primaria è dettata dal fatto che riteniamo il contesto scolastico un campo privilegiato dove le diversità si incontrano, contagiando i modelli educativi e formativi, producendo cambiamenti importanti nel modo di vivere e di pensare. Sportmeet si è posto in un ruolo di integrazione, di supporto e di collaborazione, senza alcun modo sostituirsi alle scuole o alle società sportive, allo scopo di offrire un contributo valoriale al processo di apprendimento, privilegiando l’aspetto ludico ma suggerendo un indirizzo didattico-educativo. Partner del progetto è stata la Piccola Opera Charitas di Giulianova che accoglie pazienti affetti da patologie fisiche, psichiche e sensoriali e svolge un’attività volta alla cura e alla riabilitazione mediante il loro inserimento nel mondo del lavoro permettendo il completamento del percorso riabilitativo.

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A conclusione del percorso, presso la sala Trevisan della Piccola Opera Charitas, si è svolta una significativa esperienza di riflessione condivisa con gli alunni, le loro famiglie e gli insegnanti.  Al termine dell’incontro gli alunni sono stati accompagnati a visitare i laboratori dove gli utenti erano intenti alla realizzazione di oggetti artigianali e artistici. Tutti hanno potuto apprezzare l’impegno, la serietà e l’ambizione personale che portatori di disabilità mettono quotidianamente in campo nella loro attività lavorativa, orgogliosi delle loro creazioni, guidati da esperti operatori del settore tecnico-artistico e specializzati nell’assistenza ai disabili. Il loro esempio ha stupito e commosso tutti i partecipanti e rimarrà per sempre tra i ricordi più significativi del percorso scolastico degli alunni.

Emma Furia e Paolo Nocelli

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