05.6.12

3 domande a Umberto Zampieri


Quale ruolo riveste oggi lo sport all’interno di un contesto cittadino?

Il ruolo è duplice. Prima di tutto lo sport concorre a stimolare, assieme ad altre agenzie educative come la famiglia e la scuola, il riconoscimento di alcuni valori fondamentali come il rispetto delle regole e del prossimo. In questa dimensione, c’è una forte promozione dell’interculturalità, perché i nostri ragazzi all’interno degli impianti sportivi si confrontano quotidianamente con figli di non italiani. In secondo luogo l’attività sportiva di base, dà un contributo straordinario per evitare che la parte più giovane della popolazione si trovi, soprattutto nelle aree periferiche, a non sapere cosa fare durante i pomeriggi. Lo sport diventa così un valido ed efficace strumento per prevenire l’isolamento dell’individuo e la devianza, garantendo la coesione del tessuto urbano.

Quali sono le politiche messe in atto dall’assessorato allo sport del Comune di Padova al fine di garantire a tutti i giovani cittadini la pratica dello sport di base?

In collaborazione con il CONI e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, abbiamo sviluppato il progetto “Primo sport a scuola”, al fine di garantire da gennaio a maggio, l’educazione motoria a tutti gli alunni delle scuole primarie e dell’infanzia del comune. E’ un’iniziativa onerosa, che richiede un investimento di circa 150.000 euro l’anno, ma che permette ai ragazzi di avere accesso all’attività motoria grazie all’aiuto di insegnanti qualificati, creando un valido ponte per continuare a svolgere l’attività sportiva pomeridiana presso una società sportiva dilettantistica locale. Lo sport inoltre deve essere inclusivo per natura e deve esserlo prima di tutto verso chi ha una disabilità fisica o psichica. A questo proposito il Comune di Padova sta attrezzando i propri impianti sportivi per ricevere al meglio persone con handicap, promuovendo in questo settore un altro progetto chiamato “Sport per tutti secondo ciascuno”, che prevede l’interazione tra ragazzi e ragazze con disabilità psichica e alunni normodotati delle scuole superiori che attraverso la condivisione dell’attività sportiva possono sperimentare la disabilità fisica.

Una sana pratica sportiva può contribuire a creare sportivi e cittadini migliori?

Sicuramente sì! Un individuo nella pratica dell’attività sportiva può incontrare delle difficoltà fra sé e un obiettivo prefissato. Questo aiuta a costruire un sistema mentale che aiuta a reagire di fronte alle difficoltà della vita. Se ho imparato che un risultato sportivo lo posso conseguire solo se sono in sintonia con la squadra e  so ascoltare i chi consigli di chi mi allena, capirò che i risultati nello sport come nella vita arrivano quando si fa gioco di squadra. In tempi in cui l’individualismo sembra dominare il sistema sociale e culturale, senza dubbio l’esperienza sportiva non strettamente agonistica aiuta a sviluppare il senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunità nella certezza che solo collaborando e confrontandosi con gli altri si possono raggiungere grandi obiettivi.

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