09.29.15

La Via Francigena

LA VIA FRANCIGENA

Da Siena a Roma in bicicletta

Dal rinascimento dei Medici alla terra dei papi

Viaggiare piace a tutti. E’ bello viaggiare comodamente, ma è molto più interessante farlo con una certa libertà, con spirito di avventura e divertendosi. Da un po’ di tempo pensavo con interesse di fare il “Cammino di Santiago” che attira gente da tutto il mondo. E’ stato quindi del tutto naturale prendere in considerazione la “Via Francigena” che più di un’alternativa a Santiago de Compostela rappresenta il fulcro delle antiche “vie della fede” che nel medioevo venivano percorse per motivi religiosi e non.
Le motivazioni che portavano i pellegrini ad affrontare viaggi proibitivi per quei tempi erano diverse: per chiedere una grazia, per adempiere ad un voto oppure per una ricerca religiosa personale.
Un simile progetto oggi può ancora avere motivi spirituali, ma molto spesso sono altri gli interessi che spingono ad affrontare un simile cammino che, pur con i vantaggi del nostro tempo, rappresenta sempre un impegno da non sottovalutare. Per compierlo, sia a piedi che in bicicletta, occorre una certa preparazione psico-fisica. In ogni caso per chi non è spinto dalla fede la “Via Francigena” costituisce un viaggio o una vacanza veramente alternativi.

Documentarmi sulla via Francigena è stato agevole utilizzando i diversi siti web e soprattutto il sito ufficiale www.viefrancigene.org/it/. Non ho, però, trascurato alcune pubblicazioni che illustrano nel dettaglio sia il percorso, che il suo significato storico-culturale. Navigando in internet mi sono imbattuto con la presentazione di un viaggio cicloturistico di gruppo (Viaggiareinbici.it) proprio del tratto da me preferito: da Siena a Roma. L’offerta era interessante perché garantiva una valida organizzazione soprattutto per l’assistenza tecnica. Del resto era la prima volta che mi accingevo ad affrontare un percorso in mountain bike di quasi 300 km attraverso strade e sentieri per lo più sconosciuti e, pertanto, ho ritenuto opportuno farlo con spirito avventuriero, ma non velleitario. L’intero itinerario segue fedelmente il percorso originario descritto dal monaco Sigerico nel suo viaggio compiuto nel 992 per recarsi da Canterbury a Roma e si sviluppa per buona parte su strade secondarie che costeggiano la consolare via Cassia.

Arrivare a Roma percorrendo la Francigena in bicicletta, per me non è stato solo un viaggio turistico o un impegno sportivo. E’ stato qualcosa di più: ritornare nella mia città di origine in maniera inconsueta e, soprattutto, appagando passioni incomparabili come: storia, arte, natura e una sana attività motoria.
Presa la decisione ho iniziato un graduale allenamento, percorrendo con la mia mountain bike distanze che andavano da 40 a 50 km, con l’obiettivo di prepararmi ad affrontare percorsi misti e salite di medio livello. Dopo un adeguato addestramento, finalmente è arrivato il momento fatidico.
L’appuntamento con il gruppo dei cicloturisti era sulla piazza della stazione di Siena. Confesso che ho provato una certa emozione per ciò che mi aspettava. Del resto la meta del viaggio era Roma, la città dove sono cresciuto e ho trascorso gli anni della mia giovinezza. Un piccolo sogno che si stava avverando.
Nell’affrontare il viaggio io e i miei compagni non siamo certo partiti come pellegrini: “ma con animo pellegrino, con la capacità di guardare e cogliere la realtà che ci circonda”, come suggeriva una delle pubblicazioni che illustrano la “Via Francigena”. L’impegno fisico è stato notevole, la preparazione e l’allenamento ci hanno aiutato a superare le difficoltà, ma la forza interiore ci veniva giorno per giorno da ogni pietra, dai ruderi, piazze e fontane, dai basolati, dai tufi, dai magnifici panorami e, non ultimo, dalla gente che incontravamo solidale e sempre cortese.
Per fare una simile esperienza, sia a piedi che in bicicletta, non occorrono grandi mezzi e una grande organizzazione. E’ sufficiente la passione per i viaggi e una grande voglia di ricerca. Amore per la natura, per l’arte e per la storia.
In Toscana è stato realizzato un percorso di circa 500 km (dal passo della Cisa a Radicofani) tutto in armonia con il paesaggio e senza opere faraoniche. Si attraversano fiumi, torrenti, canaloni. Si percorrono sentieri, tratturi, strade secondarie, costeggiando e attraversando grandi vie di comunicazione, ma non si vedono strutture impattanti. Il tratto toscano della Francigena attraversa, tra l’altro, la Val d’Orcia, riconosciuta dall’UNESCO tra i patrimoni mondiali dell’umanità rappresentando un eccezionale esempio di paesaggio naturale che rispecchia gli ideali del “buon governo”, tipici della città-stato del Rinascimento italiano.
Anche nel Lazio la situazione non è diversa, anzi. Entrati nel Lazio si nota meno la mano dell’uomo e, forse, c’è un po’ di trascuratezza, ma il percorso della Francigena nel Lazio non è meno suggestivo.
Siamo partiti da una delle più belle città italiane e siamo arrivati in una delle più belle piazze al mondo.

Lungo il percorso da Siena a Roma abbiamo visitato alcuni dei più bei borghi medievali e rinascimentali: Buonconvento, S.Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Radicofani, Proceno, Acquapendente, Bolsena, Viterbo, Sutri ed altri minori ma altrettanto incantevoli.
E’ stata certamente un’esperienza indimenticabile da suggerire soprattutto ai giovani sensibili e alla ricerca di novità, perché si ritorna a casa arricchiti di bellezza, di storia e di …..cultura.
Un ringraziamento doveroso ai miei compagni di viaggio e all’organizzazione “Viaggiareinbici”, in particolare, agli accompagnatori Daniele e Amita per la professionalità dimostrata durante tutto il percorso.

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