03.13.10

L’allenamento delle competenze

Grundtvig “sport for citzenship”
L’allenamento delle competenze è stato il tema del secondo incontro del progetto Grundtvig “sport for citizenship”, cui Sportmeet aderisce, svoltosi in Germania, ad Heidelberg, dal 12 al 14 marzo.
Obiettivo delle due giornate di formazione proposte da Wolfgang Knoerzer, docente di Scienze Motorie e di Pedagogia dello Sport presso l’Università di Heidelberg, era quello di “apprendere un modello pedagogico capace di trasmettere l’idea che l’attività motoria e sportiva fanno crescere e rafforzano le persone e le legano tra loro”.
La persona umana, è stato spiegato, ha una “comprensione razionale” ed una “comprensione esperienziale”: le esperienze fatte (in questo caso le esperienze motorie e sportive) condizionano, positivamente o negativamente, la percezione razionale, inducendo la persona a ripetere o non ripetere un’esperienza motoria o sportiva.
La percezione, positiva o negativa, di un’esperienza motoria o sportiva è condizionata dal soddisfacimento o meno di quelli che sono definiti i quattro bisogni psichici primari (riconosciuti come tali da approfonditi studi sull’argomento): il bisogno di relazioni e rapporti; il bisogno del gusto (passione) di fare; il bisogno di orientamento e controllo (conoscenza e competenza); il bisogno di autostima. Tenendo conto di questo profilo si possono programmare gli obiettivi da raggiungere nel promuovere un’esperienza motoria o sportiva.
Nella formulazione degli obiettivi si dovrà rispondere alle seguenti domande: cosa vogliamo fare? Chi sono le persone per le quali stiamo lavorando? Quante persone vogliamo raggiungere? Quando vogliamo realizzare il nostro progetto? Quanto durerà il progetto? Di quali mezzi (denaro, sponsor, altre cose materiali) abbiamo bisogno per realizzarlo?
Vanno poi definiti i criteri in base ai quali possiamo riconoscere di aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Infine ci dobbiamo chiedere quali sono gli strumenti di misura nella programmazione degli obiettivi. Su questi aspetti il professor Knoerzer ha offerto una riflessione introduttiva, seguita da dialogo e da esercitazioni di gruppo su un evento simulato.
Si è affrontato il tema della soddisfazione dei quattro bisogni psichici primari (needs check) sopra indicati, ricercando poi in lavori di gruppo risposte efficaci risposto ai 4 bisogni ad un evento simulato.
La terza fase è stata quella che ha permesso di sviluppare idee risolutive su possibili problemi.
La domanda: “se, nonostante una buona programmazione, compaiono dei problemi, allora come rispondiamo”, ponendo diversi ipotetici “se”, riferiti ad un evento simulato, e ricercando gli appropriati “allora”.
Fondamentale è stato il passaggio in cui il professor Knoerzer, spiegando le procedure di questo modello pedagogico, ha invitato tutti a porre primaria attenzione alla vision che è premessa, che muove qualunque metodologia.
In sostanza: quale vision, quale prospettiva, quale obiettivo ci poniamo nel nostro agire? Una riflessione per gruppi ha permesso di centrare questo aspetto. Un esempio: se l’obiettivo è quello di favorire l’approccio alla pratica sportiva delle persone, la vision di Sportmeet che muove questo obiettivo è la ricerca della felicità (frutto della fraternità in atto), da parte delle persone, nell’esperienza sportiva. Dopo questo passaggio Knoerzer ha invitato tutti a considerare la spiritualità, citando la spiritualità comunitaria di Chiara Lubich e del Movimento, come il motore, la realtà che dà energia, che muove la vision. In un ulteriore lavoro per gruppi si è dialogato su questo. Per tornare all’esempio, se la vision è la felicità delle persone nella pratica sportiva, è la spiritualità comunitaria a farci comprendere che la felicità è un seme gettato nel cuore dell’uomo e che è l’amore reciproco la forza che è capace di far germogliare questo seme.
Accanto al tema di fondo, con il supporto di Robert Rupp, collaboratore di Knoerzer, i partecipanti hanno avuto modo di conoscere e sperimentare un progetto di “con – zen – trazione”, la concentrazione ricercata attraverso la filosofia zen. Attraverso esercizi pratici (anche di lotta con i bastoni) è stato mostrato ai partecipanti come la filosofia zen indica che si possano trovare il punto di forza, la giusta tensione, la concentrazione.

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